martedì 21 maggio 2013

Sarde allinguate (antica ricetta palermitana)

Ricetta semplice quella di oggi, d'altra parte dopo le fatiche delle ricette precedenti...ma non abituatevi troppo. Le sarde allinguate (che non prendono il nome dalla similitudine con la lingua come molto spesso si crede) sono un piatto tipico palermitano e molto, molto povero. Quattro righe di storia e cito il Basile (noto storico delle tradizioni palermitane): 
"La sarda viene elevata al rango di lenguado, i nobili mangiavano lenguado, da noi si parlò spagnolo fino al 1741. Il lenguado in spagnolo è la sogliola, per cui anche li per copiare le sogliole si prese una sarda, aperta, deliscata, ed ecco le sarde al lenguado, allinguata”.  D'altra parte, continua il Basile, la cucina popolare Palermitana nasce dalla reinvenzione dei piatti dei nobili usando prodotti poveri che si poteva permettere la servitù. E siccome non potevano comprare il pesce fresco ma quello fitusu, (di qualche giorno) dovevano usare dei trucchi per evitare di rimanere intossicati da prodotti avariati “allora bagnetto d’aceto, ed avevano risolto il problema.”

Ingredienti: una decina di sarde, aceto, farina rimacinata, in alternativa bianca, olio per friggere, limone, sale, pepe
Procedimento: Se non siete bravi a deliscare le sarde fatevele fare dal pescivendolo, quì a Palermo in genere le sarde si trovano spesso già deliscate e aperte a libro, pronte per farne sarde a beccafico o appunto allinguate. Mentre se siete armati di buona volontà procedete così: tagliate la testa, aprite il ventre e pulite dalle interiora. Delicatamente aprite a libro inserendo un coltello tra un filetto e la lisca centrale. Sempre delicatamente togliete anche la lisca e gran parte delle spine più evidenti, ma fate attenzione a tenere la coda. A questo punto sciaquatele sotto acqua corrente e ponetele in un piatto largo. Coprite i filetti con aceto bianco. Tenetele a macerare per circa un ora rigirando di tanto in tanto i filetti.

A questo punto non vi rimane che sgocciolarle, infarinarle bene da entrambi i lati e friggerle in abbondante olio caldo. Salate, pepate e spruzzate del limone. E mangiate un boccone di "storia palermitana"


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2 commenti:

SQUISITO ha detto...

adoro le sarde...e le tue mi fanno una gran gola!
bacione cara

GOGO ha detto...

secondo me sono veramente buone, ma a mio marito non piace l'aceto!